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10 feb 2012
12 dic 2011
Italia - Bergamo, 13/12/2011
Articolo pubblicato dawww.edc-online.org
La Camera del Lavoro di Bergamo organizza il dialogo a due voci:
La Felicità e progresso come si misurano oggi?
13 dicembre 2011, ore 20.30
sala "Mosaico", ex Borsa Merci
Via Petrarca 10
Bergamo (BG)
sala "Mosaico", ex Borsa Merci
Via Petrarca 10
Bergamo (BG)
Introduce: Luigi Bresciani, Segreteario Generale CGIL Bergamo; Coordina: Gianni Peracchi, Segreteario Generale SPI CGIL Bergamo;
Intervengono: Carlo Sini, Università degli Studi di Milano; Luigino Bruni, Università Milano Bicocca, Ivo Lizzola, Università degli Studi di Bergamo.
Misurare il benessere di una società significa riflettere anche su tutti quegli aspetti che non sono strettamente connessi alla crescita economica e che per essere valutati richiedono indicatori complementari al PIL.
A questo tema, così delicato e complesso,dibattuto nel corso degli ultimi anni da alcuni dei più importanti esponenti dell’economia, della sociologia e della politica, la Camera del Lavoro di Bergamo ha deciso di dedicare una serie di incontri ai quali interverranno esponenti di spicco della cultura, della ricerca e della politica. Questi momenti di confronto saranno occasione per conoscere alcune delle più importanti teorie oggi elaborate sui nuovi modi di intendere e praticare le idee di progresso e di benessere sociale.
vedi invito
20 apr 2010
Se il profitto va (in parte) ai poveri
A Incisa in Val d’Arno, tra le imprese dei focolarini: un terzo degli utili dato a chi ha meno
Una signora, nervosamente, continuava a girarsi indietro. Una, due, tre, dieci volte al giorno. Gli altri non capivano che cosa avesse. Pensavano a un tic. Da una vita faceva l’operaia nei capannoni dei terzisti del tessile e della calzatura, qui in Val d’Arno. «Non mi spiegavo - racconta oggi Emanuela Camisciottoli - perché nella nuova ditta dove ero finita non "c’avessi" sempre alle spalle il caporeparto con il cronometro, che calcolava in quanto tempo realizzavo il capo. E, quasi quasi, non riuscivo nemmeno a intendere perché non m’insultassero.Per me era normale. Si è sempre fatto così. Qui mi chiedevano: per piacere, puoi fare questo? Per piacere, puoi fare quello?». E, sorridendo, conclude:«Ora non mi giro più».
di Paolo Bricco
pubblicato sul Sole 24 ore del 3 aprile 2010
Una signora, nervosamente, continuava a girarsi indietro. Una, due, tre, dieci volte al giorno. Gli altri non capivano che cosa avesse. Pensavano a un tic. Da una vita faceva l’operaia nei capannoni dei terzisti del tessile e della calzatura, qui in Val d’Arno. «Non mi spiegavo - racconta oggi Emanuela Camisciottoli - perché nella nuova ditta dove ero finita non "c’avessi" sempre alle spalle il caporeparto con il cronometro, che calcolava in quanto tempo realizzavo il capo. E, quasi quasi, non riuscivo nemmeno a intendere perché non m’insultassero.Per me era normale. Si è sempre fatto così. Qui mi chiedevano: per piacere, puoi fare questo? Per piacere, puoi fare quello?». E, sorridendo, conclude:«Ora non mi giro più».
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